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venerdì 28 novembre 2014

Latte materno, pediatri arrestati

In questi giorni si è parlato tanto dei pediatri arrestati per le tangenti date per consigliare latte artificiale alle neo mamme.
Cosa dire? Io come ben sapete sono assolutamente a favore dell'allattamento materno, anche prolungato! Ad oggi, con la seconda bimba, siamo a 20 mesi felici di allattamento!
La cosa che più mi rattrista è pensare ad una neo mamma (ci siamo passate tutte!), allo stato fisico ed emozionale dopo aver partorito, soprattutto quando si tratta del primo figlio, la stanchezza, il non dormire, avere questo piccolino con te e in certi momenti non sapere neanche cosa fare. 

E quindi cosa fai? Ti affidi a chi secondo te può aiutarti, ad un "esperto" del settore che può darti i giusti consigli e suggerimenti, senza neanche immaginare che in realtà vengono "pagati" dalle case produttrici di latte artificiale per consigliartelo! E così ti senti pure inadeguata perché non hai abbastanza latte per poter nutrire il tuo bambino!
Quando in realtà tutto ciò di cui avevi bisogno era solo il giusto supporto, di veri professionisti competenti in fatto di allattamento o magari solo affidarti al tuo istinto materno e tenere stretto a te e al tuo seno il tuo bimbo tutto le volte nelle quali ne aveva bisogno.
Quanto volte ci siamo sentite dire da mamma, suocera, parenti vicini e alle volte anche lontani, il bambino piange perché non hai abbastanza latte, il tuo latte non è sostanzioso per questo piange, ha le coliche per colpa del tuo latte! Il latte materno alle volte sembra l'unico responsabile di tutto quello che succede ad un neonato!
E alla fine cediamo, pensiamo che abbiano ragione loro e per il bene del nostro bambino gli diamo il latte artificiale! 
Quando in realtà tutte le mamme hanno latte! E non solo il latte cambia, si adegua alla crescita del bambino, non scompare all'improvviso e non è acqua superato l'anno!!! 
E' il regalo più bello che ogni mamma può fare al proprio bambino, allattarlo seconde le sue richieste ed esigenze. 
L'allattamento è nutrimento, ma non solo! Per il bambino è sicurezza, conforto, connessione con colei che lo ha generato e tenuto in grembo per 9 mesi!!
Ovviamente una mamma può scegliere di non allattare fino a quando è una sua scelta e non un "suggerimento" fatto da chi dovrebbe aiutare solo per motivi economici!!
Ecco cosa afferma 
il ministro Beatrice Lorenzin "Mi chiedo come possano medici pediatri andare contro l'etica della professione, contro unanimi pareri scientifici e contro le indicazioni del Ministero della Salute per convincere le mamme ad usare latte artificiale in polvere al posto di quello materno. Il tutto per guadagnare regali di lusso e viaggi gratuiti, sulla pelle di bambini appena nati". 

giovedì 24 aprile 2014

Allattamento dopo il primo anno

Siamo arrivate ad un anno di vita della mia piccola Zoe, in realtà quasi tredici mesi! e ovviamente continuo ad allattare più o meno come sempre. Lei, come anche il fratello non hanno mai avuto orari per allattare (allattamento a richiesta!). Ovviamente avendo già un anno, tocca sentire le solite storie, ma ormai il tuo latte è acqua, ormai è solo un vizio, certo che si sveglia la notte se la allatti e così via...il problema diventa quando anche la pediatra ti dice e pensa le stesse cose, andando anche contro il ministero della sanità e l'OMS (http://www.mammealnaturale.it/2014/03/allattamento-oltre-il-primo-anno-di.html), che ovviamente sostengono quello che dici tu, ma non è importante!! E io mi chiedo quanto donne non riescono ad allattare per impreparazione di chi invece dovrebbe supportarle? Quante non allattano neanche pochi mesi convinte di non avere abbastanza latte? O quante madri un po' per stanchezza, un po' per non conoscenza pensa che il latte artificiale sia come il latte materno e poco dopo smette di allattare? Purtroppo sono in tante e questo mi fa veramente male! Nel mio piccolo cerco di spiegare, incoraggiare, far documentare il più possibile tutte le mamme che incontro. Allattare è qualcosa di meraviglioso per noi, ma soprattutto per il nostro bambino, veramente il più bel regalo che possiamo fargli, non solo in termini nutritivi, ma di calore, sicurezza, di conforto, di coccole. E si è vero che ci sono anche altri modi, ma perché privare un bambino della cosa più naturale a mondo? 
Vi consiglio la lettura di questo libro:
"Tutte le mamme hanno il latte"
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__tutte_mamme_hanno_il_latte.php?pn=1768

Un mio video sull'allattamento:
https://www.youtube.com/watch?v=M7xOAGPgoqQ&list=PL5a7Q7SxspkY6Z5UXj6Dq1WVyh4unutxm&index=11

martedì 11 marzo 2014

Allattamento oltre il primo anno di vita del bambino: Comunicato del Ministero della Salute

Roma, 11 marzo 2014 – Il 27 febbraio sul sito del Ministero della Salute è stato pubblicato un comunicato sulla Promozione dell’Allattamento, diffuso dal Tavolo Tecnico Operativo Interministeriale (di cui fa parte anche una Consulente de LLL Italia, quale rappresentante delle associazioni di volontariato che operano in Italia in questo settore). In tale Comunicato si sottolinea l’ingiusta cattiva fama che l’allattamento “di lunga durata” ha accumulato nel corso dei decenni, giungendo addirittura ad essere accusato di connotazioni negative sullo sviluppo affettivo e sociale del bambino, oltre ad essere osteggiato, ad esempio, presso gli asili nido di molte Regioni. Questo ha causato una diffusa colpevolizzazione, senza fondamento, della donna che allatta.
“Continuamente – recita il comunicato - vengono segnalate situazioni in cui la scelta della donna di allattare nel secondo anno di vita ed oltre è oggetto di colpevolizzazione se non addirittura di strumentalizzazione giudiziaria come accaduto per controversie in cause di divorzio” come nel caso riportato dal quotidiano la repubblica di oggi ((“Allattare il bimbo al seno oltre l'anno, stop tabu”).
Il documento rilasciato dal Tavolo prosegue elencando, al contrario, i benefici dell’allattamento anche nel secondo anno di vita (ed oltre) indicati dal Ministero della Salute, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle Società scientifiche pediatriche.
Il Tavolo Tecnico ha concluso il Comunicato con tre messaggi molto espliciti (che è disponibile qui al link http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2113_allegato.pdf), uno per la società civile,uno per professionisti della salute e operatori degli asili nido ed uno per le donne che allattano e per le famiglie.

Fonte http://www.lllitalia.org/index.php?option=com_content&task=view&id=402&Itemid=64

mercoledì 21 agosto 2013

L’OMS dichiara che i latti di proseguimento e di crescita non sono necessari e che il loro marketing può ingannare i genitori

Una nuova presa di posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dal titolo “Information concerning the use and marketing of follow-up formula” (Informazioni sull’uso e il marketing dei latti di proseguimento e di crescita – SCARICA QUI DAL SITO DELL’OMS) divulgata il 17 luglio 2013 afferma che le formule di proseguimento e di crescita non sono necessarie, sono inadatte a sostituire il latte materno dopo i 6 mesi e devono sottostare alle regole di commercializzazione stabilite dall’Assemblea Mondiale della Sanità. IBFAN spera che questa nuova presa di posizione dell’OMS possa spingere i governi a inserire nelle proprie legislazioni il controllo del marketing degli alimenti per lattanti e bambini piccoli, per far sì che i genitori ricevano solo informazioni obiettive e indipendenti sul migliore modo di nutrire i loro bambini. L’Unione Europea, dove la pubblicità ai latti di proseguimento e crescita è dilagante, ha recentemente emesso un regolamento che dovrebbe in qualche modo – non completamente, ma è un inizio – rafforzare questi controlli, vietando l’idealizzazione di questi latti nelle loro etichette.

L'industria di alimenti per l’infanzia ha inventato i latti di proseguimento per scopi commerciali e a torto sostiene che questi non siano coperti dal Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno e successive pertinenti Risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità. Ora continua questa strategia aggiungendo latti fortificati con nomi idealizzanti come ‘latte di crescita’, ‘latte primi passi’, ‘latte junior’ – denominazioni che non sono state autorizzate per il mercato europeo.

L’OMS afferma:

“Alcuni studi suggeriscono in modo convincente una diretta correlazione tra le strategie di marketing per i latti di proseguimento e di crescita e la percezione e il conseguente uso di questi prodotti come sostituti del latte materno. In molti casi, la confezione, il marchio e l’etichettatura dei latti di proseguimento e di crescita sono molto simili a quelli del latte per lattanti. Questo genera confusione circa la destinazione d’uso dei prodotti, cioè la percezione che siano sostituti del latte materno.”

“Anche se i latti di proseguimento e di crescita non sono necessari, e risultano non idonei quando usati come sostituti del latte materno, sono commercializzati in un modo che può generare confusione e avere un impatto negativo sull’allattamento al seno […] tipo di confezione, marchio ed etichettatura, possono indurre le madri a usare questi prodotti nei primi sei mesi e/o a sospendere l’allattamento al seno dopo questo periodo.”

“Se i latti di proseguimento e di crescita sono commercializzati o comunque rappresentati come adatti, con o senza modifiche, per sostituire parzialmente o completamente il latte materno, sono coperti dal Codice. Inoltre, quando i latti di proseguimento e di crescita sono altrimenti rappresentati in modo da essere percepiti o usati in sostituzione del latte materno, parzialmente o completamente, detti prodotti ricadono nell’ambito di applicazione del Codice.”

Patti Rundall, co-presidente di IBFAN, dice: “il marketing dei latti di proseguimento e di crescita ha fatto moltissimi danni alla salute e alla sopravvivenza dei neonati e dei bambini piccoli – in tutte le parti del mondo le aziende produttrici hanno utilizzato ogni mezzo per promuovere questi latti costosi come essenziali per la salute, utilizzando affermazioni di salute, idealizzazioni, doni, omaggi e pubblicità. Alcune aziende hanno affermato che questi prodotti non sono coperti dal Codice. Ma questa presa di posizione prova che hanno torto. I genitori sono stati raggirati e indotti a spendere inutilmente milioni di dollari, e devono conoscere la verità.”

martedì 9 luglio 2013

Le frasi da non dire alla mamma che allatta

Quante volte mi sono sentita dire e mi sento ancora dire queste frasi!! Sono l'unica?

Commenti e giudizi sulla gestione delle poppate al seno e sulle caratteristiche del suo latte possono pesare molto sulla serenità di una neomamma. Ecco le frasi da evitare quando si parla con una donna in dolce attesa e/o con una madre che sta allattando il suo bambino.

Chissà se avrai latte...
Questa frase, detta a una futura mamma crea dei dubbi che non hanno ragione di essere e può minare la sua fiducia nelle proprie potenzialità di nutrire al meglio il bimbo che nascerà. Oggi sappiamo che gli impedimenti di tipo fisiologico alla buona riuscita dell'allattamento sono rarissimi, eppure si continua a parlare della produzione di latte come se fosse una possibilità e non una certezza. "Ci precedono due generazioni di mamme che, a causa di alcuni errori nella gestione delle poppate (allattare a orari, offrire acqua, tisane, formula artificiale), non sono riuscite ad allattare" considera Martina Carabetta, Consulente Professionale in Allattamento Materno (IBCLC) presso l'Ambulatorio Latte&Coccole di Roma. "E così, si è diffusa l'idea che allattare sia una faccenda di fortuna e che alcune donne abbiano latte e altre no. L'esperienza negativa di chi ci ha preceduto, ha fatto sì che perdessimo la fiducia in questa nostra capacità. In realtà tutti i mammiferi producono latte per i loro cuccioli e le mamme umane non sono da meno! Ricordiamo che la sopravvivenza della specie umana si deve proprio al latte materno".

Sei sicura che il tuo latte sia sufficiente?
Ecco un commento che può mettere seriamente in crisi una neomamma che si sente completamente responsabile del benessere e della crescita del suo bambino. "In realtà si tratta di un dubbio che, generalmente, non ha senso" spiega Martina Carabetta, "e lo si comprende facilmente se ragioniamo in termini di fisiologia: se siamo mammiferi e le mammelle sono ghiandole, per quale motivo dovrebbero funzionare solo al 70%? Oppure al 30%? Oppure il lunedì e il martedì e non il mercoledì? Nessuno di noi si preoccupa che altre ghiandole un giorno non funzionino più". In genere chi mette in dubbio il latte della mamma lo fa perchè non conosce la normalità dell'allattamento. Ad esempio, il fatto che le poppate siano numerose e molto frequenti può essere interpretato – erroneamente – come mancanza di latte, mentre si tratta del meccanismo pensato dalla natura per garantire il buon avvio e la prosecuzione dell'allattamento stesso. Infatti, la produzione si basa su un meccanismo di domanda e offerta, più spesso il bimbo succhia, più latte viene prodotto.
Lo attacchi ancora? Ma ha appena poppato!

L'allattamento non si basa su orari e tabelle come l'alimentazione artificiale. A guidare le poppate è la richiesta del bambino stesso, poiché soltanto lui sa se è il momento di mangiare o, ancora, se ha sete e ha bisogno di attaccarsi al seno per dissetarsi. "Ricordiamo inoltre che al seno il bambino soddisfa anche il bisogno di contatto e di rassicurazione... è normale che un neonato poppi spesso!" spiega la consulente professionale.

Devi pesarlo prima e dopo la poppata

Un tempo la doppia pesata, purtroppo, era la norma, ora invece è fortemente sconsigliata poiché genera ansie e stress e non offre informazioni utili. "Per controllare che tutto proceda bene, la mamma potrà contare i pannolini bagnati (che dovranno essere almeno 6-7 al giorno) e pesare il bebè una volta alla settimana" spiega Martina Carabetta. "Nel primo trimestre, l'incremento ponderale dovrebbe raggiungere e/o superare i 150 grammi. Nel caso in cui il bimbo sia cresciuto un po' meno, piuttosto che verificare quanto latte assume ad ogni poppata, meglio valutare la situazione nel complesso magari rivolgendosi a una figura esperta in allattamento".

Sarà sostanzioso? Sembra acqua!

"Il latte materno ha una composizione diversa dal latte vaccino" spiega la consulente professionale. "Contiene molta acqua (circa l'87%) perchè deve rispondere al fabbisogno di liquidi del bambino; inoltre la sua consistenza varia durante la poppata: all'inizio il latte è molto più trasparente, poi diventa via via più denso. Ricordiamo che il latte della mamma è perfetto per rispondere alle esigenze nutritive del bambino".

Il tuo latte è troppo grasso!

Con il latte di mamma non esiste il rischio di mangiare 'troppo'. Anzi, l'allattamento riduce il rischio di dover fare i conti con un eventuale sovrappeso nell'infanzia. L'allattamento ha anche una funzione "educativa" in questo senso, poiché abitua il bimbo ad autoregolarsi, mangiando solo quando ha fame e la quantità giusta per saziarsi.

Ti ha scambiato per un ciuccio!

Spesso alla mamma viene suggerito di offrire il ciuccio al bebè, perchè il piccolo non usi il seno come se fosse un succhiotto. "In realtà è il contrario: al massimo è il ciuccio che viene scambiato per il seno, non viceversa!" commenta Martina Carabetta. "Il seno rappresenta la risposta fisiologica al bisogno di suzione del bambino, il succhiotto è un sostituto del seno. Un sostituto che, nelle prime settimane di vita, sarebbe meglio non offrire al bebè, per non rischiare di interferire con il buon avvio dell'allattamento stesso. Infatti, usando il ciuccio c'è il rischio che alla fine della giornata il bimbo non abbia poppato abbastanza spesso, e quindi che il seno non venga stimolato in modo adeguato e la produzione cali".

Così lo vizi!

Offrire il seno non significa certamente viziare, la vicinanza e il contatto con la mamma sono bisogni primari per un piccolo essere umano, i vizi sono altri...
articolo di Giorgia E.Cozza

Lo allatti ancora?

Quanto volte mi sono sentita fare questa domanda per il mio primo bimbo!!! 
Allattato fino a 22 mesi, oggi leggo questo articolo che mi conferma che la mia scelta è stata giusta!!

Fino a quando allattare al seno? Al seno il bebè trova l'alimento ideale per la crescita e un'importante fonte di affetto e rassicurazione.

Ma una volta superati i sei mesi di vita, quando il bimbo inizia ad apprezzare nuovi cibi e sapori, fino a quando ha senso continuare ad allattare? Dopo l'anno di età il latte materno conserva il suo valore nutritivo? Quando è il momento giusto per interrompere questa speciale forma di relazione tra mamma e figlio?

Una scelta personale

Quando si parla di allattamento al seno non ci sono "scadenze" o tempi predefiniti, uguali per tutti. Le poppate possono proseguire più o meno a lungo, secondo dei desideri della coppia mamma-bebé. "L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di nutrire esclusivamente al seno fino al sesto mese di vita del bambino" spiega Paola Paschetto, consulente professionale presso il Centro Allattamento di Biella, "il latte materno dovrebbe poi restare l'alimento prevalente, a cui si accostano gradualmente altri cibi, fino all'anno; ed è consigliabile proseguire l'allattamento per tutto il secondo anno di vita. Dopo il secondo anno, afferma sempre l'OMS, la scelta di continuare e per quanto tempo, è a discrezione di mamma e bambino".

Latte senza sostanza?

"Ormai è acqua!" e "Dopo l'anno, il tuo latte non ha più sostanza". Queste sono solo alcune delle osservazioni che facilmente si sentirà rivolgere la mamma che allatta un bimbo che ha superato i primi mesi. "Ma si tratta di obiezioni che non hanno alcuna base scientifica, luoghi comuni smentiti da studi e ricerche" spiega Paola Paschetto. Non solo il latte materno conserva tutto il suo valore nutritivo e immunitario, ma alcune sue caratteristiche si 'potenziano' dopo il primo ed il secondo anno di vita del bambino! Recenti studi hanno infatti evidenziato che, superato il primo compleanno, il latte materno diventa più calorico ed energetico poiché aumentano in grassi in esso contenuti. Con la crescita del bebè si potenziano anche le proprietà antibatteriche che rendono il latte un valido alleato del sistema immunitario del bambino.

Più latte, più salute!

C'è un collegamento tra durata dell'allattamento e benefici per la salute. Più a lungo il bimbo è allattato e più si riduce il rischio di fare i conti con problemi di sovrappeso e obesità nell'infanzia. E per la mamma, nutrendo al seno si abbassa la percentuale di rischio di sviluppare un cancro al seno, alla cervice uterina, alle ovaie. Anche questi benefici sono proporzionali alla durata dell'allattamento stesso: maggiore è la durata, maggiore è l'effetto protettivo.

E a livello psicologico?

Una delle obiezioni più ricorrenti quando si allatta un bimbo che ha superato i primi mesi è quella che l'allattamento possa interferire con il suo cammino verso l'indipendenza. Molte mamme si sentono dire che stanno crescendo dei figli "mammoni". "Eppure non esiste nessuno studio che dimostri questi luoghi comuni" riprende la consulente. "E fino alla metà del secolo scorso essere allattati per due o tre anni era la norma e tuttora lo è in molte culture, senza 'conseguenze' negative in termini di autonomia dei bambini". Anzi, pare sia vero proprio il contrario: i bimbi che hanno avuto a disposizione il seno materno per il tempo desiderato, generalmente, sviluppano un attaccamento sicuro e mostrano buone capacità di gestire situazioni nuove.

È troppo dipendente dalla mamma?
"Nella nostra società c'è tanta fretta di rendere autonomi i bambini, ma in realtà è normale che un piccino di due anni – che sia allattato o meno - sia dipendente dalla sua mamma" considera Paola Paschetto. "Ha tutta l'infanzia per diventare pian piano sempre più indipendente e nell'adolescenza conquistare l'autonomia emotiva dai genitori. Inoltre, forse è il caso di chiarire cosa si intende quando si parla di autonomia: perchè ci stupiamo se un bimbo di tre anni è ancora allattato, ma non obiettiamo se, alla stessa età, usa il ciuccio o viene trasportato nel passeggino anziché camminare dando la mano al genitore, o fa colazione con il biberon invece che con la tazza?".

Non si svezzerà mai?

"Oggi si pensa che debba necessariamente essere la madre a interrompere l'allattamento, come se l'abbandono delle poppate non facesse parte del normale percorso di crescita" conclude la consulente. "Quanto avviene in altre culture (e avveniva anche in Italia fino ad alcuni decenni fa) ci ricorda però che tutti i bambini si svezzano da soli, chi prima chi poi, ma comunque in età prescolare". I bambini che hanno la possibilità di abbandonare il seno in modo graduale e senza forzature, nella maggior parte dei casi cominciano a diradare da soli le poppate, non cercando più il seno per intervalli di giorni sempre più lunghi, finché a un certo punto la mamma si rende conto che questa forma di relazione ha lasciato il posto ad altre modalità e che l'allattamento si è concluso spontaneamente.

Un aiuto da mamma a mamma

Abbiamo detto che, se allattare fa piacere sia alla donna che al bambino non ci sono motivi per smettere e la madre ha diritto a ricevere sostegno ed essere compresa ed apprezzata nella sua scelta. Se questo sostegno non arriva o, al contrario, la mamma è oggetto di commenti indesiderati o addirittura critiche, per risolvere dubbi e perplessità può essere di grande aiuto condividere le proprie emozioni con altre donne che stanno vivendo la stessa situazione o ci sono già passate. Il suggerimento è quindi quello di partecipare agli incontri organizzati da Consultori, gruppi di auto-aiuto e associazioni che promuovono l'allattamento.

articolo di Giorgia E.Cozza