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domenica 18 agosto 2013

Genitori "ad alto contatto"


Io sono proprio una mamma ad alto contatto!!! E tu?


Chi sono i genitori ad alto contatto? Sono coppie genitoriali, madri e padri, che scelgono un metodo educativo che prevede uno stretto legame corporeo con il neonato. Portare il bambino in fascia, allattarlo al seno, condividere il sonno sono alcune delle pratiche messe in atto. Condividono il concetto che gesti affettivi che permettono al neonato di crescere sano, sicuro, amabile e forte sono i gesti più antichi dell’accudimento: cullare, abbracciare, accarezzare,baciare, stare vicini, guardarsi.
Gonzàlez scrive: “La nostra società, per alcuni aspetti così comprensiva, lo è molto poco nei confronti delle madri e dei bambini … sembrano esistere tre tipi di tabù:
-relativi al pianto, è proibito prenderli in braccio, dare loro ciò che chiedono
-relativi al sonno, è proibito addormentarli tenendoli in braccio o allattandoli o dormire con loro.
-relativi all’allattamento materno, è proibito allattare in qualsiasi momento”
Cos'hanno in comune queste convinzioni? Tendono a limitare al minimo il contatto fisico.
Eppure già Gerhardt diceva “Essere tenuto tra le braccia con amore è il più grande stimolo allo sviluppo … nelle braccia della madre o del padre, dove c’è calore si è al sicuro, i muscoli si rilassano ed il respiro si fa più profondo, nello stesso modo accarezzare dolcemente e cullare lievemente scioglie le tensioni. La frequenza cardiaca del bambino si sincronizza con quella della mamma: se lei è rilassata e in armonia, lo sarà anche il bambino. Il sistema nervoso autonomo della madre comunica con il sistema nervoso del bambino, calmandolo attraverso il tatto.”

Le mamme Canguro
Il contatto corpo a corpo per il neonato è un bisogno vitale, sia per la sua evoluzione psichica che fisica. 
Negli ultimi anni anche in Italia si è tornata a diffondere l'abitudine di portare i propri bambini in fasce o marsupi. 
Ashley Montagu (1905-1999), noto antropologo, scienziato e umanista inglese, attraverso il suo libro “Touching: the Human Significance of the Skin” raccoglie i risultati di studi autorevoli che sostengono che, quando viene alla luce, il bambino non è effettivamente pronto ad affrontare la vita fuori dall'utero.

Numerosi studi parlano infatti di un periodo chiamato esogestazione che rappresenta il periodo in cui il neonato completa il suo sviluppo al di fuori dal grembo materno. In questo periodo ciò di cui ha principalmente bisogno il neonato è il contatto corporeo con la mamma: l’essere tenuto in braccio, l’essere portato addosso, l’essere allattato al seno, l’essere abbracciato e coccolato.
Il tatto, è il primo modo attraverso cui il feto e il neonato iniziano a “conoscere il mondo”, prima ancora che con la vista e con l’udito. Queste sono le esperienze su cui si fonda il sentimento di autostima del bambino: la percezione della propria identità da parte del piccolo nasce proprio dall'esperienza di contatto corporeo, che gli fa percepire meglio se stesso e l’altro e i propri confini. 

Anche la neomamma trarrà notevoli benefìci dalla comunicazione “pelle a pelle” con il bambino. Esistono studi in cui emerge che le mamme che tengono a stretto contatto i propri bambini siano meno soggette alla depressione post partum e al baby blues.
Il contatto corporeo tra madre e bambino concede ad entrambi un tempo protetto per conoscersi e riconoscersi e per ritrovare quell'intimità condivisa per 9 mesi.

Ci ricorda F. Leboyer in “Shantala”:

"Essere portati, cullati, essere tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti per i bambini piccoli, indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più."

Il contatto e le carezze producono un'autovalorizzazione, ci sentiamo apprezzati:è l'intimo riconoscimento del nostro valore come esseri viventi unici.

venerdì 5 luglio 2013

Varicella

Anche a casa nostra è arrivata la varicella!! Proprio alla fine dell'anno scolastico, un bambino ha infettato metà classe! (l'altra metà l'aveva presa l'anno prima ;)
Venerdì mattina in aereo mentre venivamo al mare dai nonni guardo mio figlio e vedo sul collo tre bolle, ovviamente ho capito subito che stavolta non ci sarebbe stato scampo!!
Infatti nei giorni successivi un'esplosione di bolle, soprattutto sul tronco e poche in viso e niente nelle gambe, una notte di febbre altissima e due giorni di prurito costante! E' stato abbastanza un incubo :), lui quando sta male vuole solo mamma, ma avendo la piccola da allattare e in più dovendo evitare che stiano troppo vicini rischio infezione, non è stato proprio semplice, anzi!!!
Niente antivirali o antistaminici, è seguito da un omeopata unicista molto bravo e ovviamente da una naturopata molto brava, la sua mamma!!! Per cui febbre scesa con sali di Schussler e rimedio omeopatico per varicella, tanti bagni con farina d'avena per alleviare il prurito. 
In un paio di giorni tutto passato, ora aspettiamo che vadano via le crosticine per poter andare finalmente al mare!!! 
Stefania

Secondi figli

In questi giorni stavo considerando la mia esperienza con la seconda bimba, dopo questi primi tre mesi.
Lei rispetto al primo bambino è veramente impegnativa da gestire! I primi due mesi sempre attaccata al seno (ma questo lo faceva anche il primo!), ma a questo si sono aggiunte: coliche, reflusso e ovviamente pianti e strilli continui! Ora è nella fase dei pianti nel momento di dormire o quando è molto stanca ma non vuol saperne di dormire ed è un continuo svegliarsi per ogni minimo rumore.
Il primo bambino (a parte stare quasi sempre attaccato al seno!) dormiva ovunque incurante dei rumori intorno, mai avuto coliche o reflusso, lo so sono stata fortunata! Anche se in quel momento non la pensavo così... 
Ma nonostante questo impegno con lei mi sembra tutto più facile! 
Il primo figlio è veramente un esperienza, come dire "totalizzante", qualcosa alla quale non sei assolutamente preparata! 
Non so se è una sensazione che ho vissuto solo io, ma è stato uno scombussolamento totale a tutti i livelli emozionale, energetico e fisico. Invece con la seconda mi sembra tutto più semplice. Sarà l'esperienza acquisita con il primo, sarà come dice una mia amica, quando hai il primo figlio credi ancora che sia un tuo diritto dormire, mangiare, fare una doccia, leggere (e potrei proseguire...), per lo meno non seguendo i tuoi ritmi e orari! con il secondo hai già capito che non è così e quindi sei più rilassata! Forse è proprio così, la vita di una mamma si plasma in base alle esigenze dei figli, tutto il resto passa in secondo piano, almeno per un pò di tempo!!
Anche tu hai avuto la stessa esperienza? 
Stefania